Beh, che dire…

da “Massimo P.”

Per me “Internet” è stato da sempre un nome associato a MC-Link.
Avevo 15 anni ed era il 1995, l’epoca in cui questo nome iniziava appena ad essere di dominio pubblico e ad attirare la curiosità collettiva. Era ancora una ricercatezza per appassionati, ben lontano dal diventare il fenomeno di massa che è oggi. Gli utilizzi principali erano le e-mail e i newsgroup, e di web quasi nessuno aveva ancora mai sentito parlare. Mi abbonai a MC-Link su consiglio di un amico, dopo averlo visto a casa sua collegarsi con un modem, non ricordo più se a 14.400 o a 28.800. Io il modem ce l’avevo da poco, era un 14.400 di marca imprecisata e rudimentale come poche altre cose al mondo, ma pagato un sacco di soldi perché era una grandiosa novità, all’epoca. Avevo girovagato per alcune BBS, avevo anche collezionato bollette assai potenti con una di Milano, ma di Internet ancora non avevo esperienza. Poi venne MC-Link. La BBS. La chat. Le aree. Era tutto ancora molto pionieristico, sebbene l’epoca dei veri pionieri stesse già tramontando. Era un fenomeno di nicchia, si viveva in un mondo a parte, staccato dalla realtà. A scuola quasi nessuno sapeva di cosa parlassi quando dicevo “modem”, ma la cosa non aveva importanza. Solo due anni dopo, mi avrebbero chiamato a progettare il Laboratorio Multimediale, un nome altisonante per cinque Pentium 133 in LAN, la cui occupazione principale era giocare a Quake. Ma tutto ciò era ancora di là da venire, e c’era solo una BBS la cui posta interna poteva comunicare con Internet, e in cui attraverso vari menu si poteva gettare un’occhio su quella che allora si chiamava Usenet.
Il World Wide Web arrivo’ all’improvviso sulle ali del passa-parola tra appassionati, era una strana novità che per la prima volta aggiungeva la grafica a questo mondo di testi. Per immergervisi occorreva Mosaic, e Windows 3.1, poveretto, non era in grado di collegarsi senza il leggendario Trumpet Winsock… ormai, chi se le ricorda più le prime connessioni in SLIP ? Io sì, non erano rose e fiori, era quasi più complicato che collegarsi via modem per giocare a Doom II, ma a volte funzionava. Poi arrivò il PPP, e l’epoca d’oro di Netscape. E poi venne Microsoft, ma questa è un’altra storia.
Intanto giocavo, giocavo a Lumen et Umbra, per la precisione. Il MUD di MC-Link, indissolubilmente legato a quest’ultima e all’area MUD. Un posto assurdo, ben più della BBS, dove in fin dei conti c’era e c’è ancora gente più o meno normale. Su L&U no. A questo pioniere dei giochi on line in Italia partecipavano personaggi veramente assurdi, gente che dava vita a una serie infinita di odii, ripicche e faide semplicemente per… un gioco. C’è chi dice che fossero sfigati, chi dice che fossero pazzi furiosi, chi dice che fossero semplici stupidi. Boh, il gioco divenne pesante e smisi di giocare, quando i pettegolezzi da villaggio rovinarono la vita ad un’amica.
Ma anche questa è un’altra storia.
Nel frattempo, stava succedendo qualcosa. Internet stava cambiando, la gente iniziava a conoscerlo. O a conoscerla ? Boh, chi può dirlo… comunque la gente inziava a parlarne. Contemporaneamente, inizava anche ad avere i computer in casa. E i modem. Internet spopolò improvvisamente, come un’onda di piena troppoa lungo trattenuta da una diga che improvvisamente crolla. E trascina tutto con sé. Nulla è più stato come prima, la tanto decantata era delle comunicazioni istantanee con chiunque e in qualunque momento era improvvisamente scoppiata. E, ovviamente, come ogni volta in cui un fenomeno di elite diviene un fenomeno di massa, accaddero due cose. La prima, la più ovvia, fu che qualcuno si accorse che questa cosa si poteva usare per fare soldi. La seconda, la più temibile, se vogliamo, fu che molte persona che non sapevano neanche di cosa si trattasse la vollero, perché era di moda.
Iniziarono a comparire personaggi che sarebbe stato meglio se non fossero mai comparsi, e nacquero termini come “spam”. Comparvero le home page, vero e poprio status symbol comparso dal nulla, se non avevi la tua pagina personale con le foto del gatto e l’elenco dei tuoi hobby non eri nessuno.
Nacquero persoanggi storici della telematica italiana, storici per l’idiozia che manifestavano, ovviamente (chi si ricorda di un tale Luca A.?).
Ma contemporaneamente nacquero fenomeni assolutamente spettacolari, come quando la redazione di Kappa (e poi Zeta) riuscì a far aprire it.fan.studio-vit, un newsgroup che meriterebbe un libro a parte; per non parlare del World Kaiba Fan Club, la mitica mailing list ad iscrizione obbligatoria, a cui chiunque poteva ritrovarsi iscritto senza saperne il motivo, e magari era solo un caso, ma una volta dentro non se ne poteva più uscire. Ci furono crosspost, ci furono spam, ci furono chain mail, ci furono querele, ci furono virus, ma quello solo dopo che qualcuno ebbe inventato il MIME, e qualcun altro decise ben poco saggiamente che gli allegati dovevano essere aperti d’ufficio. Ci furono pagine web che erano un insulto all’umana decenza, e ci fu il thread “RAMANDO E’ RICCHIONE”, in crosspost su decine di newsgroup diversi e nato da un messaggio che diceva semplicemente “diamoci sotto, dobbiamo creare il thread più lungo della storia”; e dopo anni, ogni tanto compariva ancora un messaggio di qualcuno che chiedeva curioso “ma chi è questo Ramando ? Non so chi sia, ma tutti dicono che è ricchione…”. Ci furono giochi multiplayer, e ci furono server IRC e lotte di potere per una chiocciolina. Ci fu chi non si accontentava più di una paginetta e voleva un intero dominio, e ci fu chi decise di venderglielo. E poi ci fu chi cominciò a indicizzare tutto ‘sto casino, e Yahoo erano due persone e tanta voglia di lavorare. E qualcuno in America, in quell’America che era stata la patria di ArpaNet, decise di vendere Internet alle masse. E oggi tutte queste aziendine sono diventate multinazionali. Ma molte altre, le famigerate “dot com”, sono morte senza pietà, stroncate da un mercato che aveva promesso poco e mantenuto poco, basato com’era sul puro e semplice fumo.
In tutto questo, MC-Link si stava trasformando. Molti accolsero con orrore la sua trasformazione in S.P.A., ma gli standard qualitativi sono rimasti alti, e ancora oggi consiglio la sua ADSL ai miei clienti, perché funziona bene e non costa nemmeno troppo.
Ma la BBS si è spopolata (anche se un po’ di persone per fortuna ci sono rimaste), le chat sono solo un pallido ricordo, persino la Caccia al Tesoro non si tiene più da tempo. Quella che fu la sua concorrente più accanita all’epoca d’oro, Agorà Telematica, è morta e sepolta (almeno come BBS).
Eppure, qualcuno continua a fare telnet su mclink.mclink.it, e nel farlo, ogni tanto, tra un messaggio e l’altro, ripensa che da quel 486 a 33
megahertz chiamato ax433 su cui girava UNIX System V, è nato qualcosa che ha fatto un pezzo di storia, magari piccolo, ma indelebile.

Massimo