dall'etica alla politica
il vegetalismo è anzitutto un piacere!
iniziative e petizioni
violenza e non violenza
documento Lida all'ONU
la storia di una "bistecca"

Nutrirsi senza uccidere

"Finchè ci saranno i macelli,

ci saranno campi di battaglia"



Dall'etica alla politica

  • Le interminabili torture e le angosciose uccisioni a cui sono sottoposti miliardi di animali (gli allevamenti intensivi, i trasporti, le macellazioni)
  • i danni che l'alimentazione carnea produce alla salute umana (malattie aterosclerotiche, cardiovascolari e cerebrovascolari nei paesi industrializzati per superconsumo di proteine e grassi animali, malattie tumorali del colon)
  • la rapina dei cereali ai paesi affamati (per allevare miliardi di animali "da carne" è necessaria una quantità di cereali che copre quasi il 50% della produzione mondiale; i cereali sono importati dai Paesi sottosviluppati in cui milioni di bambini muoiono per fame)
  • i pericoli per il futuro del pianeta (allevamenti intensivi inquinano aria, suolo e acqua, mentre quelli estensivi contribuiscono soprattutto alla deforestazione del pianeta)

    inducono ogni persona civile a rifiutare non solo la carne ma anche le uova, il latte e i suoi derivati.


    Si tratta di una scelta individuale, ma se aumenterà il numero dei vegetaliani, sarà possibile - diminuendo e/o bloccando i consumi - cambiare il modo di nutrirsi e di vivere della popolazione mondiale.
    L'alimentazione vegetaliana diventa quindi un dovere sociale, una proposta economica insostituibile, un progetto di sopravvivenza, convivenza e giustizia per il futuro del mondo.

    Il vegetalismo è anzitutto un piacere. Il piacere di rispettare sè stessi e gli altri

    L'invito al "vegetalismo politico" non vuole certo essere un dogma.
    Molti sono vegetariani/vegetaliani/vegani per motivi etici, altri per motivi igienici, ma tutti coloro che prendono consapevolezza di questo problema rivelano il desiderio di una dimensione nuova che emerge da antichi pregiudizi, da inconsce abitudini, da barbare tecnologie.
    Nel "vegetalismo politico" si affermano la libera consapevoleza dell'individuo, la coscienza sociale e la consapevolezza economica ed etico-ecologica.

    Parallelamente all'impegno vegetaliano è necessario far rispettare e migliorare le leggi che proteggono le vittime di oggi, considerati oggetti, merce di scambio, macchine ed evitare il più possibile le terribili sofferenze che indifferenza, sadismo e profitto, infliggono ad esse, ma non riteniamo che questo impegno sia sufficiente ad evitare sofferenze sempre più sofisticate e crudeli.

    In ogni parte del mondo l'uomo ammazza e tortura a scopi alimentari: nelle Filippine, nella Corea del Sud si mangiano cani e gatti dopo averli sottoposto al peggiore dei trattamenti; in India in molti macelli illegali i bovini vengono ammazzati a martellate e squartati ancora vivi; in Italia pecore e agnelli vengono ancora ammazzati mediante il taglio della gola, ammazzare il maiale è una festa; nei paesi orientali le tartarughe vengono tagliate a pezzi vive, le rane vengono tagliate le zampe posteriori e poi spellate vive.

    Sono alcuni esempi di "umanità".


    Iniziative e petizioni

  • Dal 1978 la LIDA è intervenuta per denunciare l'uso di estrogeni negli allevamenti, la macellazione rituale, i trasporti di animali vivi, chiedendone l'abolizione con petizioni al Parlamento Europeo.

  • Ha inoltre presentato alla FAO e all'OMS nel 1980 il documento "Etica Alimentare" con la proposta in cui si prevede la necessità di instaurare nel mondo, per la sopravvivenza di tutti gli umani e per il rispetto dei non umani, una diversa e nuova gestione delle risorse mondiali e della vita individuale e collettiva

  • Nel 1995 è partita la campagna "4 frecce" con invio di cartoline al Ministro per le Risorse Agricole per sollecitarlo a realizzare le richieste di tutti gli animalisti cioè l'eliminazione dell'importazione di animali vivi per il macello.

    Richiedere le cartoline a LIDA

  • E' in corso la raccolta delle firme per la petizione al Parlamento italiano e al Ministro per le Risorse Agricole, Alimentari e Forestali per lo sviluppo dell'agricoltura biologica

  • Violenza e non violenza

    L'aggressività, insorta nell'uomo per difendersi da altri animali, per procacciarsi il cibo, per la conquista del territorio, si è trasformata in violenza.
    La cultura ha coltivato la violenza: dominare la natura, cacciare, fare la guerra, uccidere e sfruttare "gli altri" e in particolare gli animali.
    La non violenza invece è conoscenza, saggezza, rispetto, pazienza e il vegetalismo la interpreta totalmente fino al rifiuto di uccidere e/ mangiare animali.
    Oggi - pur in un mondo impazzito e violento - l'unico progetto politico-economico per il futuro del pianeta e dei suoi abitanti, è, in campo alimentare, il progetto vegetaliano.



    Documento LIDA all'ONU

  • La LIDA ha presentato all'ONU in occasione della Conferenza per l'ambiente e lo sviluppo svoltasi dal 1 al 14 giugno 1992 a Rio de Janeiro il seguente documento:

    In questo momento così difficile per il nostro pianeta riteniamo impossibile una risoluzione dei vari problemi di vita e di sopravvivenza se tutti gli abitanti della terra, di ogni razza, condizione, cultura, religione non si troveranno concordi sulle seguenti decisioni:

    SVOLTA INFORMATIVA:
    studio e informazione globale sull'appartenenza di ogni essere vivente, uomo compreso, alla Natura nel suo complesso e sull'equilibrio dei diritti naturali di ogni essere nella sua diversità;

    SVOLTA CULTURALE:
    riconoscimento e rispetto della Natura nel suo insieme e dei diritti di ogni essere vivente, quale valido momento di incontro tra tutti gli uomini della terra così diversi, ma così uniti da un'unica responsabilità;

    SVOLTA GIURIDICA:
    creazione di leggi internazionali che tutelino il pianeta e tutti gli esseri viventi in un'ottica planetaria non antropocentrica;

    SVOLTA ECONOMICA:
    progetto di gestione del mondo per la sopravvvivenza e la vita di ogni essere mediante:
    a) contenimento demografico;
    b) sviluppo di energie naturali e rifiuto dell'energia nucleare;
    c) industrie "sostenibili" e rifiuto di industrie e di sistemi di vita inquinanti in ogni territorio;
    d) distribuzione equa delle risorse alimentari mondiali con programma globale di vegetalismo rivolto in particolare alla conservazione e alla reintroduzione delle piante fruttifere in tutti i territori della terra.