l'animalista

Risposta de l'animalista ai Gesuiti (18 marzo '99)

L'editoriale di Civiltà Cattolica sulla sperimentazione animale sembra essere vecchio di almeno mezzo secolo e legato a vecchie interpretazioni della Bibbia, a vecchi equivoci, a vecchi pregiudizi.
Nonostante la "buona volontà" dei Gesuiti di stabilire ciò che è lecito o non è lecito nei comportamenti dell'uomo verso gli animali, l'equivoco è credere che tutto il creato sia a disposizione del benessere umano.
Ma se l'uomo - come è scritto nella Genesi - è "immagine" e "somiglianza" di Dio egli non può essere solo "amministratore e curatore della natura" per il proprio bene, ma deve essere come è Dio nei confronti delle proprie creature.
E precisamente non può usarle, considerarle mezzi e oggetti per raggiungere i propri scopi ma deve dar loro spazio nella libertá, nella giustizia, nell'amore, perché tutti gli esseri umani e non umani e la natura tutta sono uniti
nell'Amore e nella Vita.
Ma forse i Gesuiti di Civiltà Cattolica non hanno ancora udito la voce di Dio, che invece bene udì l'asina di Balaam, profeta-mago (Bibbia, Nm 22,23).
Inoltre c'è da chiedersi, ma in che mondo vivono questi Gesuiti? E quando - secondo loro - la sperimentazione è "necessaria"?
Quando si devono creare i polli a quattro zampe o quando si deve usare il topo per la fecondazione umana?
Il Papa ha recentemente affermato che gli interessi e gli egoismi dei poteri forti e dei paesi ricchi rischiano di compromettere l'ecologia mondiale "con conseguenze particolarmente nefaste e disastrose nei diversi paesi e sull'insieme del Globo". Ed ecologia significa anche la dignitá della Vita (offesa dalle brevettazioni sui viventi), la diversità biologica (compromessa dalle manipolazioni genetiche). La ricerca tutta ormai tesa a cogliere i più intimi segreti del DNA.
Afferma l'editoriale di Civiltà Cattolica che la sperimentazione sugli animali è lecita per tutelare la vita e la salute umana, per cercare terapie e medicine in grado di superare o prevenire le malattie.
E' strano che la Vita dell'uomo - è vero - si allunga, ma aumenta il numero e la qualità delle malattie (specialmente iatrogene). In effetti la "prevenzione primaria" è doverosa e necessaria, la conoscenza, l'informazione delle più elementari regole di vita sono doverose e necessarie, non la tortura dei topi.

Laura Girardello
Direttore de l'animalista