Che cos' è l'animalismo?


Secondo noi è la più laica delle Religioni - biocentrica e cosmocentrica -

per un futuro veramente rivoluzionario e non violento.

Nel 1977 fondai la LIDA, lega italiana dei diritti dell'animale, per iniziare una pubblica e non violenta lotta contro tutte le ingiustizie e le sofferenze inflitte ai deboli umani e non umani da parte dell'HOMO SAPIENS.
Scelsi di impegnarmi per i più "torturati" e i più "uccisi": gli animali, vittime del pregiudizio che l'uomo sia il dominatore della natura e dell'universo:
- distruzione della natura e degli habitat
- caccia e pesca anche di molte specie ormai in estinzione
- deportazione di animali negli zoo a fini pseudo-culturali
- uso e tortura di animali per il divertimento e gli spettacoli: corride, rodei, corse, feste sadiche
- addomesticamento autoritario di molte specie:
per fini alimentari (allevamenti intensivi, trasporti, macellazioni)
per fini commerciali (cani, gatti, cavalli e animali esotici)
per fini di abbigliamento (allevamenti e uccisioni di animali da pelliccia)
- uso di animali per la ricerca biomedica, industriale (bellica), cosmetica, didattica e per tutti i settori
- maltrattamenti di animali, crudeltà e abbandoni.
Questi i principali errori ed orrori della specie umana con una unica causa: il dominio.
Eppure gli esseri viventi umani e non umani sono tutti "parenti" nel tempo e nello spazio,nel respiro e nella luce, nella morte e nella vita, nel piacere e nel dolore.
Per questo la LIDA ha partecipato nel 1978 a Bruxelles e poi a Parigi presso la sede dell'UNESCO alla proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale , per proporre una nuova etica di rispetto nei confronti della natura e degli animali che sono esseri sensibili, capaci di emozioni, di attività mentale, hanno diritto alla vita e a non soffrire per colpa dell'uomo.
Non più dunque al centro del pianeta l'UOMO ma la VITA, la natura con tutti gli esseri viventi, la biosfera nella varietà, originalità, molteplicità, diversità delle specie e degli individui di ogni specie
Non più l'uomo presuntuosamente autoemarginato dalla natura, ma l'interdipendenza, la parentela tra tutti i soggetti viventi di cui fa parte anche la specie umana.
Conoscenza, rispetto, considerazione e coesistenza nei confronti dell' "altro".
Uno scandalo per la cultura occidentale "ufficiale" erede dell'antropocentrismo, di origine giudaico-cristiana, sono i nuovi termini biocentrismo, cosmocentrismo, specismo, diritti degli esseri viventi.
Uno scandalo per questa cultura occidentale specista ma anche razzista, se pensiamo alle storie delle guerre, dei poteri, delle leggi che hanno spinto gruppi e/o eserciti di uomini alla conquista di altri uomini e di altre terre, all'imposizione dei propri costumi, delle proprie tradizioni, delle proprie religioni, allo sfruttamento e/o alla distruzione di popoli e persone, giustificati dalla DISCRIMIMAZIONE di razza, di sesso, di classe sociale, di pelle, di linguaggio, di condizioni psico-fisiche, di opinione, ecc.
Infatti la lotta per la liberazione degli oppressi si intreccia con la lotta per la liberazione degli animali (considerati i nuovi schiavi) inserita nella lotta per la tutela dell'ambiente.
E tutte le forze della non violenza confluiscono sia a livello giuridico che economico e politico.
Per realizzare il rispetto della terra e di tutti i suoi abitanti in una visione biocentrica, per raggiungere una giustizia interspecifica, per un futuro di civiltà, è necessario un cambiamento sia individuale che collettivo.
Il cambiamento individuale significa progettare la propria vita nel rispetto dell'ambiente, di altre vite umane e non umane, dall'alimentazione all'abbigliamento,dalla conservazione della propria salute psico-fisica alla cura di eventuali malattie, dal lavoro al divertimento, dal possedere all'essere.
Il cambiamento collettivo richiede un progetto per una equa e corretta gestione delle risorse , in modo che ogni vivente - nei limiti dell'equilibrio biologico - abbia una vita degna e una coesistenza serena.
Il progetto prevede la semplificazione e la riqualificazione dei consumi, l'eliminazione di energie e produzioni inquinanti, il rispetto del verde, del suolo, dell'acqua e dell'aria, un vegetalismo globale (necessita' economica) per risolvere il problema della fame e della sofferenza animale, il rifiuto di una ricerca sperimentale di tipo utilitaristico-materialista-razionale consumista e l'avvio di un genere di conoscenza intuitivo-analogica rispettosa, della vita e della morte, impostata sull'informazione e sulla prevenzione che possono evitare malattie, vivisezione, industrie di farmaci, animali transgenici,mostri, predazione di organi, manipolazioni genetiche, ecc.
E' giusto che l'uomo - distrutto il pianeta - ancora con spirito di conquista e di sfida al cosmo, sempre sperimentando su animali, si accinga a volare in altri mondi e a penetrare i segreti dei propri geni, senza preoccuparsi di risolvere i problemi propri, della Terra e dei suoi abitanti?

[Laura Girardello]