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L'UOMO DI FRONTE ALL'EVENTO DELLA NASCITA

Diventare padri

di Maria Elettra Cugini*

Per anni si è parlato della "depressione post partum" delle madri, ma ben poco finora è stato detto e fatto a proposito del "trauma della nascita di un figlio" che anche un padre può subire.
   Forse perché, in realtà, la nascita in passato era un evento che coinvolgeva la donna ben più dell'uomo, e che, soprattutto, comportava ben poche modifiche nello stile di vita di quest'ultimo.
   Per fortuna oggi non è più così ed i padri, a partire dalla loro sempre più frequente presenza anche in sala parto, sono molto più coinvolti ed attivi, a fianco delle loro donne, allo schiudersi ed al crescere di una nuova vita.    È forse per questo che le nascite sono così diminuite nel corso degli ultimi decenni??
Al di là delle facili battute, direi invece che, forse per la prima volta nella storia, andrebbero prese in seria considerazione le difficoltà che, accanto all'indubbia gioia, anche la paternità può comportare.

   Difficoltà relative alla responsabilità di una nuova vita che può far scaturire sensi di inadeguatezza, paure del cambiamento, ansie di invischiamento, gelosie nei confronti del partner,o ambivalenza verso un ruolo a cui il neo-genitore può non sentirsi idoneo o preparato e che, comunque, lo costringe a lasciarsi definitivamente alle spalle la superficialità e la leggerezza dell'età giovanile. Come per la maternità, la paternità è considerata in modo stereotipato come un qualcosa di così sacro e naturale da non poter comportare sentimenti diversi dalla più totale ed esclusiva gioia, ed è quindi difficile per una madre od un padre esternare ad altri-e talvolta perfino a se stessi- le difficoltà che invece essa può comportare a livello psicologico.
   Credo che l'uomo di oggi stia facendo passi da gigante nel vincere la sua atavica ritrosia a prendere contatto con i propri sentimenti, a far riaffiorare cioè quella parte femminile di sé che era stata totalmente rinnegata, nella

paura che emozioni e debolezza fossero un tutt'uno da debellare, in nome del modello stereotipato della finta forza virile.Oggi anche gli uomini stanno cominciando a rendersi conto che vera forza è affrontare le proprie inevitabili vulnerabilità e che il mettersi in discussione comporta ben più coraggio del rimuovere ciò che non ci piace di noi stessi.
   È a questo punto che forse ora per la prima volta essi potrebbero essere anche disponibili ad interrogarsi sulle inevitabili ambivalenze alimentate dalla paternità,a causa del grande cambiamento di ruolo, di percezione di sé e di stile di vita che essa comporta, superando l'atavica tentazione della negazione.
   Ciò costituirebbe, io credo, una nuova vittoria del maschio contemporaneo nei confronti della crescita del proprio sé e della sua capacità di contatto più vero con se stesso e con gli altri.
   Sarebbe molto interessante ricevere dei commenti da parte dei nostri neo - (e non solo neo-) padri sull'argomento,per capire in realtà cosa essi abbiano provato all'annuncio e nel primo contatto con questa nuova funzione della loro vita.
ISP Notizie potrebbe essere , ancora una volta, un utile strumento di riflessione,di confronto e di scambio psicologico e culturale con chi ha vissuto in prima persona tale esperienza.

* Psicologa e Psicoterapeuta



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