ASSONET - Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione NETwork Archeologia Subacquea
lin_ros.jpg (2033 byte)

PROGETTO QANA'

articolo pubblicato sul numero 11 (mag.-ago. 1998) della rivista L'ARCHEOLOGO SUBACQUEO

Tra il gennaio e febbraio di quest'anno, un gruppo di ricerca (diretto da chi scrive e Roberto Petriaggi e composto dall'architetto Massimiliano Ena. dal tecnico Renato Donati e dall'operatore video Marco Fossati) ha effettuato una seconda campagna di ricerche archeologiche subacquee nel mare di Qanà, principale porto del regno sud-arabico dell'Hadramawt per il commercio dell'incenso attivo dal I all'inizio del Vll sec. d.C. Il progetto è inserito nell'attività scientifica della Missione Archeologica Italiana dell'Istituto per l'Africa e l'Oriente, e si svolge in collaborazione con l'Istituto di Studi Orientali dell'Accademia delle Scienze di Mosca e il CNRS di Lione e il Dipartimento delle Antichità yemenite di Sana'a'.

In una prima fase è stato effettuato un controllo sull'area (circa 300 metri quadri) indagata nella campagna precedente (vd. L'archeologo subacqueo III, 1, pp. 8-9), dove le correnti hanno messo in luce nuovi e significativi frammenti cerarnici, come frammenti di anfore Dressel 214 di produzione egiziana, ispanica e italica, il collo di una piccola brocca, orli di giare, olle, orci, tutti materiali databili dal I al 111 sec. d.C.

E' stata poi definita una nuova area di esplorazione, di 560 metri quadrati, che si è rivelata molto ricca di elementi utili alla ricostruzione delle vie commerciali marittime dell'antico porto. Le indagini continuano a svolgersi senza scavi; speriamo in futuro di superare le difficoltà di installazione per le sorbone. Nonostante questo, oltre alle (ormai consuete) Dressel 2/4, sono state rinvenute anfore Pelichet 47 similis probabilmente prodotte in Cilicia, come sembrano provare alcuni recenti rinvenimento siciliani (11-111 sec. d.C.), giare, olle, orci di produzione indiana (Red Polished Ware, I-V sec. d.C.), una lampada ad olio prodotta in Nubia (IV sec. d.C.); significativo il rinvenimento di un frammento di piatto di terra sigillata (prima metà del I sec. d.C.). Si segnala anche il collo di un'anfora di produzione egiziana datata al 111 - IV sec. d.C. e un'anfora Dressel 43 prodotta a Creta (1 sec. a.C.II sec. d.C.) che sembrano essere la prima attestazione nella città di Qanà.

Infine, di fronte alla spiaggia della Baia Nord, è stato rinvenuto il frammento di un'ancora litica, dello stesso tipo di pietra vulcanica utilizzata per la costruzione delle case e dei magazzini di Qanà, con un foro circolare per la cima. Sono stati posizionati, fotografati, filmati e recuperati 94 reperti ceramici, il frammento di ancora litica ed uno dei corpi morti rinvenuti nel 1996. Tutto il materiale, dopo il prelievo di frammenti per le analisi petrografiche, è stato, come nel 1996, consegnato al Museo di Ataq.

Si spera di poter continuare il prossimo anno, per individuare l'estensione del giacimento nella baia Nord.

Barbara Davidde

Articoli collegati:

Qana': alla ricerca del porto perduto (dal numero 63 della Rivista "Archeologia Viva" - mag./giu. 1997)

 

Copyright © 1998 - Edipuglia - E' vietata la riproduzione totale o parziale dei testi e delle immagini

| Home Page | Indice rivista  |Indice di Archeologia Subacquea |Info posta per |
lin_ros.jpg (2033 byte)