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IL MUSEO DELLE NAVI DI FIUMICINO

di Roberto Petriaggi

Articolo pubblicato sul numero 7 (gen-apr 1997) della rivista

Realiizzato tra il 1965 ed il 1979, il Museo delle Navi di Fiumicino ospita i resti di una piccola "flotta" di imbarcazioni di età romana, composta da quattro navi mercantili, una barca da pesca, e due superstiti frammenti di altre navi.

La vicenda della loro scoperta iniziò nel 1958, allorchè i lavori per la ricostruztone dell' Aeroporto Intercontinentale "Leonardo da Vinci" diedero modo di condurre ricerche archeologiche nel sito ben noto dell'antico porto voluto dall'imperatore Claudio e costruito tra il 42 ed il 54 d.C. Negli anni seguenti, sommari scavi condotti dall'allora Soprintendente dr.ssa Valnea Scrinari misero in luce parte dei moli del porto di Claudio e gli scafi.

Appena entrato nel Museo, il visitatore può spa ziare con un colpo d'occhio sull'intera collezione delle antiche navi, collocate su telai metallici dalle linee essenziali, che sostengono il delicato ordito di legni senza troppo disturbare il profilo architettonico degli stessi. Sulla parete di fondo, una serie di vetrine ospita oggetti vari, in parte ritrovati all'interno degli scafi e in parte provenienti dalla zona dei moli oppure dall'agro portuense o dai fondali antistanti.

Per primi si incontrano, sulla destra, due frammenti di fiancata di imbarcazioni non altrimenti conservate. Nel frammento maggiore si nota il doppio parabordo a sezione semicircolare sporgente dal filo delle assi del fasciame.

La visita prosegue con la cosiddetta barca da pesca; natanti simili a questo, per tipologia e soluzioni di allestimento, non sono ancora stati rinvenuti: la nostra barca può dunque essere considerata un unicum.

Oltre ad avere sezione asimmetrica, la sua particolarità risiede nell'essere dotata di un contenitore-vivaio troncopiramidale realizzato all' altezza della sezione mediana, una cassetta il cui fondo presenta nove fori che permettevano 1'entrata dell'acqua marina. Il pescato poteva essere così mantenuto in vita fino al momento dello sbarco e della eventuale commercializzazione. Nella barca sono stati trovati alcuni oggetti (esposti nelle vetrine): un sandalo da ragazzo, di cuoio, un anello con sigillo, un conio greco e qualche frammento di terra sigillata italica.

Le imbarcazioni di maggiore stazza sono denominate "Onerarie minori" e "Onerarie maggiori". L'Oneraria minore I, la prima sulla sinistra, non ha restituito elementi di corredo se si eccettua un frammento identificato come parte del pennone esposto in vetrina. Risulta pertanto difficile for mulare ipotesi circa il suo periodo d'uso.

Per la seguente, l'Oneraria minore II, disponiamo di informazioni più precise; la vita di questa imbarcazione comprende il pieno III e 1'inizio del IV sec. d.C. Lo scafo è particolarmente ben conservato quasi fino alla linea di galleggiamento, e permette di osservare numerosi dettagli relativi alla tessitura del fasciame e al sistema di connessione delle assi. All'interno, sopra le ordinate, restano tracce del pagliolato di stiva e la scassa dell'albero. Dallo scafo provengono un bozzello e una rotella di carrucola, una statuetta di Venere di bronzo, delle lucerne, di cui una africana con il simbolo cristiano del chrismòn, un bussolotto di legno per dadi da gioco, oltre a resti di vegetali commestibili.

L'Oneraria maggiore I, al centro della sala, venne utilizzata nel IV sec. d.C. Durante i lavori di restauro e consolidamento, all'interno della nave sono state rinvenute tracce di un' iscrizione, sul dorso di un madiere, che riportava il nome di Trituta ( "tutelata" o "salvata per tre volte") pertinente, evidentemente, ad un' altra nave il cui legname, dopo il disarmo, era stato reimpiegato nella nuova costruzione navale. Notevole, verso prua, il sistema di incastro realizzato per connettere la parte rettilinea della chiglia con il pezzo ricurvo della ruota di prua. Sotto la poppa, è esposto anche un frammento del dritto di poppa con tracce di mastice originale e indizi di probabile decorazione applicata in bronzo.

Anche in questa imbarcazione è stata trovata una lucerna con il chrismòn. L'Oneraria maggiore II, già ritrovata priva delle fiancate, ha in seguito subìto notevoli danni per incuria successiva al recupero, che ha dato luogo a furti e vandalismi. E' interessante notare all'in terno dello scafo la perfetta alternanza di ordinate e madieri appaiati e la notevole larghezza residua dell' imbarcazione.

Nel Museo delle Navi di Fiumicino sono esposti anche alcuni reperti lapidei provenienti dal territorio di Ostia, quali un frammento di sarcofago, elementi architettonici; una bitta d'ormeggio ed un blocco di cava. Sulla parete di fondo è il calco del "rilievo Torlonia", celebre ed importante ico nografia portuale ricca di elementi simbolici: sullo sfondo, il faro di Ostia allude al porto di Claudio con le navi in movimento ( III sec. d.C:). Il centro della scena è occupato da una grande oneraria con le vele spiegate; tutt' attorno, figure allegoriche e rappresentazioni di divinità forse ricollegabili a statue presenti nel porto.

Nelle vetrine sono inoltre conservati numerosi sigilli di piombo di età antonina, provenienti da blocchi di marmo di cava trovati nella fossa, che univa il porto di Traiano al Tevere; uno scandaglio; un ceppo d'ancora di piombo con iscrizione a rilievo IOVIS - IV; monete, anfore ed altri oggetti.

Su una parete è esposto il calco di un'iscrizione trovata nella zona del porto, pertinente alla regolamentazione dell'attività dei saburrarii nella cavatura della sabbia per la zavorra delle navi che ripartivano senza carico di ritorno.

Concludono la visita al Museo pannelli illustranti alcune fasi dello scavo del porto di Claudio degli anni `50-'60, diapositive con esempi di porti romani nel Mediterraneo; immagini della scoperta delle navi, grafici ricostruttivi concernenti le soluzioni architettoniche adottate nella costruzione degli scafi; raffigurazioni di navi nei mosaici pavimentali; grandi tavole geografiche con le principali rotte dell'antichità ed i più importanti ritrovamenti di archeologia navale.

Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00, il martedì e il giovedì anche dalle 14.00 alle 16.00. La Soprintendenza archeologica di Ostia organizza inoltre visite guidate per gruppi presso i porti imperiali di Claudio e di Traiano e al Museo delle Navi, sulle quali è possibile avere informazioni telefonando al Museo, ai numeri 06/6529192 - 06/65010089.

 

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