10 anni

da “Carlo C.”

Cari amici di MC-link,rispondo con piacere all’invito perchè sono cresciuto “telematicamente” assieme a voi.

Quando avevo non più di tredici anni lessi su MC-microcomputer (altro tema su cui si potrebbero scrivere fiumi di parole) dell’esistenza di MC-link. All’epoca c’erano solo 4 linee in entrata (o giù di lì) e i modem più evoluti (come il mio) andavano alla fulminante velocità di 1200 bps. Il mio primo collegamento ha richiesto quasi una settimana di tentativi, effettuati nella notte quando l’unica linea telefonica di casa era libera. Una volta collegato, tentai di tirar giù dall’area P)rogrammi un gioco che, se non mi ricordo male, si chiamava Moria-qualchecosa; non penso di esagerare se vi dico che la cosa mi è costata varie settimane di notti insonni, perchè con il protocollo Xmodem (il più evoluto fra quelli supportati dal mio programma di comunicazione) ogni download superiore a 10k creava infiniti errori.

Poi c’è stato l’abbandono (temporaneo), che è stato dovuto alla scelta, per me disastrosa, di chiedere un canone per l’abbonamento. Il problema maggiore, infatti, non era pagare le 200mila lire circa, ma i tremendi adempimenti burocratici richiesti per l’attivazione dell’abbonamento: se non si voleva andare in Via Perrier, infatti, occorreva portare addirittura una copia autentica del proprio documento di identità. Entrambe le cose per me erano impossibili: avevo solo 17 anni e non trovavo un adulto disposto a fare da prestanome e, soprattutto, disposto a recarsi presso la (per me) lontanissima sede.

L’amore è scoppiato nuovamente -inutile dirlo- con la diffusione di Internet. Nel 1994 avevo sufficiente autonomia personale e patrimoniale per permettermi un viaggio sino in via Perrier per stipulare l’abbonamento e -soprattutto- per vedere da vicino il posto che più era stato oggetto delle mie fantasticazioni tecnologiche adolescenziali. La cosa che più mi colpì-all’epoca- fu il fatto che un “colosso” come MC-link consisteva alcuni PC confinati in uno stanzino di pochi metri quadrati, e non in giganteschi centri di calcolo accuditi da uno stuolo di tecnici in camice bianco.

Poi c’è stata la grande diffusione di internet, che ho seguito evolversi man mano che si evolveva l’hardware di MC-link. Ricordo bene alcuni passaggi: 32 linee sul numero 4180440 (mi sembra), poi 64, poi è arrivato il PPP, poi l’ISDN con i modem USR Robotics “Enterprise” (che bel nome!), poi l’ADSL (che sto per sottoscrivere).

Ho condiviso la scelta di offrire servizi “a valore aggiunto” per differenziarsi dagli altri provider, ed ho visto i miei amici stupirsi quando, con la diffusione dei cosiddetti provider “Free”, io sostenevo con vigore la mia scelta di continuare a pagare per un servizio che -apparentemente- veniva offerto gratis. MC-web, la Vaschetta, il VISP e -da ultimo- Easy-VPN sono dei veri e propri “gioielli” per intenditori.

Ma la cosa che ho sempre apprezzato di MC-link, e che mi porta a preferirla a qualsiasi altro provider, è la consapevolezza (o l’illusione?) che dietro i modem ci siano dei veri appassionati, gente che svolge questo lavoro perchè gli piace, perchè (come me) ha provato e prova piacere magari a trascorrere una nottatta insonne per configurare un modem.

Saluti dal vostro affezionato utente

Carlo